Stampa 3D al museo: come viene utilizzata

I vantaggi della stampa 3D al museo sono numerosi e presto questo connubio tra passato e futuro che a prima vista può sembrarci strano, sarà comune. Sempre più spesso la tecnologia all’avanguardia viene utilizzata per la conservazione culturale, per gli archivi di reperti e come fonte di sostentamento economico. Vediamo in questo articolo quali sono le diverse applicazioni della stampa 3D al museo adoperate per la salvaguardia del nostro patrimonio culturale.

Stampa 3D al museo: una nuova vita alle opere

stampa 3D al museo, opere esposte

Le riproduzioni in 3D di oggetti antichi e opere d’arte possono essere molto utili: quando vengono ricreati in maniera davvero dettagliata e fedeli all’originale, gli artefatti autentici possono essere preservati per il pubblico. Questo è necessario soprattutto nel caso di reperti e fossili davvero rari o fragili, al fine di conservarli in maniera più appropriata. Inoltre, con la stampa 3D al museo si può ripensare l’intera visita: non è più necessario tenere le opere in teche e mettere barriere per separarle dal pubblico, invece è possibile consentire alle persone di toccare e avvicinarsi alle repliche, permettendo un’esperienza interattiva. Grazie alla stampa 3D al museo si può anche sostituire un reperto mentre è sottoposto ad interventi di manutenzione senza ridurre il numero di visite durante il processo.

Stampa 3D al museo: recupero e restauro

L’Isis negli ultimi anni ha distrutto decine di opere d’arte, strutture e statue nella città di Palmyra, in Siria. Alcuni esperti di restauro hanno utilizzato la stampa 3D per ricreare l’arco di trionfo, ricostruito in ogni suo dettaglio a dimensioni naturali. Oltre a questa imponente opera, sono stati stampati pezzi per ripristinare quelli rovinati di altri manufatti provenienti dallo stesso sito, tra cui due busti di epoca romana. Cosi facendo, si interviene su opere danneggiate, per riportarle allo splendore originale. Recentemente c’è stato un incendio nel Museo Nazionale del Brasile, a Rio de Janeiro: il disastro ha quasi distrutto venti milioni di oggetti e mandato in fumo 200 anni di lavoro e ricerca. La stampa 3D al museo permette di recuperare i reperti salvati dal fuoco, riaprire il museo e non perdere definitivamente questo patrimonio artistico.

Stampa 3D al museo: il British Museum

stampa 3D al museo, British Museum

 

Il British Museum, fondato a Londra nel 1753,  è uno tra i musei più grandi e completi al mondo. Possiede più di 8 milioni di opere esposte nella sua collezione permanente: storia, arte e cultura umana, dalla preistoria ai giorni nostri. Questa istituzione museale guarda alla stampa 3D al museo con lungimiranza. Oltre ad un archivio di modelli 3D in costruzione e copie di manufatti per tutelare gli originali, ha trovato modi alternativi di utilizzare la stampa 3D al museo. Recentemente ha introdotto sulla sua piattaforma i file dei modelli, permettendo agli utenti di stampare copie di decine di oggetti esposti. Il servizio è sviluppato attorno ai principi della scienza libera per offrire un metodo economico e rapido che consenta a chiunque sia interessato di replicare le opere. Permette inoltre agli studiosi di lavorare fuori dalla sede di Londra. La stampa 3D al museo è utilizzata anche come iniziativa commerciale dell’istituzione, producendo souvenir di qualità, in molte copie, ad un costo ridotto.

Se vuoi provare la stampa in 3D di queste opere, non hai che da scaricare il modello che più ti piace, e scegliere i giusti materiali e i suggerimenti sulle migliori stampanti 3D economiche i migliori filamenti per la stampa 3D, sui filamenti AzureFilm e recensioni e prezzo delle resine per stampa 3d, e i filamenti trasparenti!

 

Sergio Pinto

Amo la tecnologia più o meno da quando ho iniziato a parlare. Credo che la stampa 3d possa migliorare la vita delle persone facilitando progresso e benessere grazie alla possibilità di poter produrre ovunque spostando i progetti con un click. Ho fondato Geofelix, web agency a Pavia.

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